Poi a mangiarci ci pensaranno gli sciacalli, che tanto hanno già iniziato.

5 febbraio 2013

Una volta ho preso un libro di fiabe africane perché dovevo preparare un’attività con dei ragazzi, e che siccome che so’ antropologo, ho preso un libro di una cultura “altra”. In realtà da bravo antopologo di merda non mi sono neanche chiesto se le fiabe fossero tramandate da un tempo antecendente o successivo alla colonizzazione. Ma tant’è, le ho lette.

Queste “fiabe”, per modo di dire, in realtà erano tremende, spaventose. Cioé tipo che se in africa sbagli una cosa sei fottuto. Ti staccano le braccia, le mani, ti mangiano gli occhi. Non è come da noi che poi a un certo punto c’è la pietà e si risolve a tarallucci e vino, e devi essere proprio cattivissimo per meritarti di morire. Gli animali sono un po’ meno imbecilli degli uomini, nelle fiabe africane, ma comunque anche per loro vale la stessa norma.

In Africa è come a New York con gli sfratti, one strike you’re out, uno scazzo e sei fuori, perché se ci abbiamo una tradizione che ti dice quello che devi fare e sei così stupido e antisociale da fare il contrario, ti meriti ogni male.

Alla fine le fiabe africane le ho lette e le ho lasciate lì, ché mica potevo traumatizzare i ragazzi. Troppo crude, pure un po’ allussive…beh capite cosa intendo.

Sono ritornato nel mio magico mondo delle fiabe da noi. Che poi alla fine le fiabe sono lo specchio della cultura. E da noi comunque alla fine si risolve tutto, quasi sempre con le buone. Quando sbagli fai del male sì, ma poi anche nel male c’è un po’ di bene. Comunque c’è la morale e questo è bene. Poi la volta dopo andrà meglio.

E io sono cresciuto così, un po’ di onore al merito che se fai il bravo poi c’è il kinder sorpresa, un po’ fatalista dove il fato rema comunque in senso positivo. Quando ci sono quelle cose che dici: dai ma che ingiustizia, ma che brutto, ma non si può, poi in qualche modo la sorte, che in fondo è coscienza collettiva, ristabilisce la giustizia, perché gli uomini imparano.

Questo imprinting poi mi si è trasmesso alla generica comprensione della storia. Certo, devo ammettere che potrei essere stato facilitato da uno straordinario periodo di pace nei confini dell’europa. Altrimenti magari sarei morto 7 anni fa al fronte…ma comunque: la storia tende al bene e nei periodi scuri come quelli da quando sono nato ad adesso, si sviluppano delle forze alternative, degli anticorpi montanelloidi, delle idee bellissime, che ristabiliscono la tendenza al bene. No?

Stamattina mi sono svegliato e ho pensato alle fiabe africane, e gli occhi mi si sono incupiti sotto le coperte. Ho acceso il telefono, e il telefono si è connesso a internet, e io mi sono connesso alle cose che riguardano la politica e in particolare quella italiana. E ora ho avuto la visione: allargavo con la dita la parte visibile della linea del tempo che ci riguarda, come aprendo un sipario su un palcoscenico molto più grande, e si vedeva molto più chiaro: nessun miglioramento, nessuna compensazione. One strike, you’re out.
Chi l’ha detto che poi migliora? Chi l’ha detto che non si può andare sempre più in basso? Chi l’ha detto che poi a un certo punto eh..vedrai che a un certo punto la gente si incazza e…? E cosa?

E un ippopotamo particolarmente vendicativo ci sbranerà senza mangiarci, come fanno gli ippopotami. Poi a mangiarci ci pensaranno gli sciacalli, che tanto hanno già iniziato.

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