PER UNA NUOVA LOTTA DI CLASSE

30 maggio 2012

Questo l’ho scritto per l’Appendice, non so se me lo pubblicheranno.

Proprio nel momento della storia della repubblica in cui la classe politica sembra toccare il punto più basso e l’avere classe, in politica, tra colpi bassi, scandali, cazzi di legno, strilloni e premier vestiti male, sembra essere tremendamente fuori moda, la “classe” come “lotta di-” è tornata inaspettatamente sulle labbra di tutti.
Solo che non si capisce cosa voglia dire oggi lotta di classe, chi la dovrebbe fare e come. Personalmente sono molto confuso.
C’è chi dice, come George Soros, che la lotta di classe c’è e la sua classe la sta vincendo (Soros è un miliardario, quindi presumo non sia dalla mia parte).
Ce lo dice anche Occupy Wall Street che loro sono l’1%, sono la classe dei ricchi e potenti.
Ma noi, quelli del 99%, invece, chi siamo?
Non siamo proletariato, perché la prole non ce l’abbiamo, perché non la vogliamo o perché non ce la possiamo permettere. Non siamo borghesi, perché piccola borghesia si dice che si sia impoverita e che si sia schiacciata sulla classe inferiore. Non siamo la classe operaia, perché gli operai che producono i mezzi di produzione ormai sono altrove.
Siamo forse la classe precaria? Ma come fa un gruppo precario a riconoscersi in qualcosa di fisso? È culturalmente impossibile.
Quindi come si organizzerebbe questa classe che non si sa neanche che classe sia?
Non c’è più il partito comunista o, se vogliamo, ce ne sono troppi. Così tanti che nessuno sa più cosa voglia dire essere comunista. Ed essendo sparito l’unico che lo sapeva (i comunisti sono tutti quelli che si schierano contro di me, cioè Berlusconi), ci troviamo in una crisi di identità terribile.
In base a cosa ci dovremmo unire e lottare? Ci stiamo sul cazzo anche tra di noi! Siamo una specie di armata Brancaleone senza Brancaleone.
Stavo quasi per perdere le speranza quando ho avuto un’idea geniale: secondo me la classe è un’invenzione del potere, che ha inventato questo personaggio, Marx, come in 1984 il potere ha inventato Goldstein, che è fintamente l’ideologo degli oppressi. Inventandosi le classi i potenti hanno legittimato la differenza di classe, facendo in modo che tutti volessero essere come loro, vestirsi come loro, avere le cose che hanno loro. Così è nata la moda e sono nate le diverse accezioni della parola classe. Così è nato anche il detto “la classe non è acqua”, che in fondo stabilisce la superiorità della classe sull’acqua, che essendo un bene comune al quale tutti dovrebbero avere diritto, è proprio l’antitesi di qualcosa che è solo di pochi.
Ma gli stolti capitalisti hanno voluto troppo, compiendo così un errore fatale: hanno tentato di privatizzare l’acqua e ignorato il referendum, privandosi della negazione identitaria di se stessi, che hegelianamente parlando corrisponde al passaggio necessario per riconoscersi come soggetto (un errore che Berlusconi non avrebbe mai commesso). Ci hanno così mostrato la via per la vittoria.
A questo punto la nuova teoria della lotta di classe emerge con chiarezza cristallina, proprio come l’acqua: così come non si può vincere il razzismo organizzando una classe di neri che combatta i bianchi, non si può lottare contro il capitalismo organizzandosi in una classe di poveri che combatta dei ricchi (per giunta armati).
La verità è che non bisogna organizzarsi affatto. Ma non come gli anarchici, che nella loro volontà di non strutturarsi esprimono una resistenza. Bisogna non opporre resistenza alcuna e lasciare che si prendano tutto. Anzi, se possibile, bisogna regalare loro tutto quello che si ha: casa, lavoro, diritti, frutta, verdura, conserve, vestiti, tutto. A quel punto avranno proprio tutto e i loro soldi non serviranno più a niente, si metteranno a piangere e vorranno essere poveri.
Ed è qui che noi li aspetteremo, al varco, in piedi dietro soglia della povertà calcolata dall’ISTAT.
Fateci entrare, diranno, vogliamo essere poveri!
E noi, che non siamo bastardi come loro, glielo consentiremo.

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4 Risposte to “PER UNA NUOVA LOTTA DI CLASSE”

  1. @vanebix said

    sei nella mia blog roll laterale, mi piace come scrivi!
    http://precariestorie.wordpress.com/

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