Datemi un modo per spaccare tutto senza rompere niente

31 ottobre 2011

Ci ho messo mezza settimana a scrivere queste poche righe. La rabbia è troppa, ormai. Scrivere sta diventando operazione davvero troppo difficile e statica.

Qualche giorno fa ho preso in mano La Repubblica. C’era scritto che il governo sta per approvare il decreto per rendere più facili i licenziamenti. Ma non è questo che mi ha fatto incazzare.

Mi ha fatto incazzare che i sindacati sono sul piede di guerra e minacciano lo sciopero.

Gli stessi  sindacati che il 28 giugno hanno firmato dei vergognosi accordi che ammazzano la democrazia nei luoghi di lavoro.

Minacceranno un pericolosissimo sciopero di 8 ore. Paura!

No ma Antonio, perché fai così? Noi dobbiamo stare coi lavoratori! E i sindacati mobilitano i lavoratori! La Cgil ha 5 milioni di iscritti! Se è per questo anche la Cisl ne ha 4 milioni e mezzo, e la Uil e l’Ugl due milioni e passa. E la metà di tutti sono pensionati.

E quindi? Cosa dovremmo farci? Il PD quanti iscritti ha? La Coop? Mediaworld quante tessere ha fatto quest’anno? Mediaworld per quanto mi riguarda ne mobilita molti di più di lavoratori. Per non parlare di Apple e Trony.

Ma noi dobbiamo stare con la Fiom, perché è il sindacato d’avanguardia, è conflittuale, vedi Pomigliano e Mirafiori!  Giusto.  Massimo rispetto per la Fiom.  E la Fiom sta nella Cgil e non può uscirne.

Ma quindi stiamo anche con la Cgil? Quindi stiamo anche col PD?

Ma porco cane perché noi dobbiamo stare sempre con tutti e nessuno deve mai stare con noi? Ma perché non possiamo urlare che come lo so io che i diritti dei lavoratori li stanno distruggendo da trent’anni perché non si sposano più con l’economia liberista lo sanno meglio di me i sindacati? Ma perché dobbiamo fare finta che la Camusso non sappia dove si vuole arrivare? Perché dobbiamo fare finta che non siano tutti d’accordo a mantenere in piedi il sistema con un colpo al cerchio e uno alla botte finché ci si può spartire ancora un pezzo di guadagno? Perché dobbiamo fare finta che non sia perdente fare la lotta dall’interno sperando che il mio gruppo acquisisca 1/3 del consenso nella corrente x, la quale acquisisca 1/5 del consenso nel congresso, il quale acquisisca un 1/16 di potere decisionale nel sindacato il quale acquisirà 1/ 35 di potere nel partito e quindi quando vinceremo le elezioni decideremo qualcosa anche noi?

Perché dobbiamo agire come dei Tronchetti Provera che neanche ne abbiamo le capacità?

Ma perché non possiamo mandare tutti affanculo?

 

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Una Risposta to “Datemi un modo per spaccare tutto senza rompere niente”

  1. anonimo gay said

    mamma mia! figlio mio… ma tu sei monotematico… io farei un conteggio delle parole più usate: governo, politica, politica, politica…. che palle!!! ma tu sei monotematico così anche nella vita?

    odio i blog!

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