La disoccupazione ci ha dato un bel mestiere

31 marzo 2011

Una delle cose che le rivolte del Maghreb hanno ribadito è che in ultima istanza è il monopolio dell’uso della forza che “legittima” uno stato di cose.

E’ il non-più-monopolio che rende possibile una rivolta radicale contro un regime (portando spesso a una guerra civile) , ed è la diffusione capillare di una volontà condivisa che delegittima un regime davanti alla comunità internazionale.

Questo perchè a livello pratico non esistono giusto e sbagliato, gli ideali sbattono contro i muri o le fiancate di un carro armato, le buone ragioni scoppiano assieme ai missili.

In poche parole ciò che ha fatto crollare i regimi è stata la volontà di una parte delle forze armate di supportare il proprio popolo in una causa giusta. S’intende, giusta per loro. E’ una causa solo efficiente. Ma nella realtà è ciò che fa la differenza: la quantità di persone e di forze che si sentono nel giusto contro altri che si sentono nel giusto o se ne fregano del giusto.

Le nostre idee e le nostre battaglie non sono epistemologicamente diverse. Nostre di chi? Vabbè allora diciamo le mie. Le nostre-mie idee affogano nei lacrimogeni e i nostri-miei cortei sono ammaccati dai manganelli.

Cosa faremo-farò allora?

Mi pare che il nostro-mio folklore contenga una certa saggezza: LA DISOCCUPAZIONE TI HA DATO UN BEL MESTIERE MESTIERE DI MERDA CARABINIERE.

Sappiamo che è un lavoro di merda, che prevede una spersonalizzazione tale da convincere un uomo a fare cose innaturali e contrarie a ogni ragionevolezza, come difendere l’indifendibile.

Sappiamo che la disoccupazione è la condizione che permette il reclutamento, che ingrossa il muscolo del ministro e del presidente.

Lotteremo quindi contro la disoccupazione e contro l’ignoranza, ci infiltreremo in maniera capillare nel processo di spersonalizzazione per costituire coscienze critiche? Faremo capire ai carabinieri che sarebbe meglio per loro e per i loro figli se manganellassero Berlusconi, cercheremo dei coraggiosi disposti a fare controinformazione all’interno delle caserme, accoglieremo a braccia aperte i disertori?

O continueremo a pensare che la polizia nella sua incarnazione umana sia quello che ci impedisce di cambiare le cose? E che sono loro i nostri nemici perchè hanno scelto di servire le forze del male?

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20 Risposte to “La disoccupazione ci ha dato un bel mestiere”

  1. Faty said

    Uhm. Il problema delle tue-nostre battaglie non è il carabiniere è il comune sentire, l’indifferenza generale, la spersonalizzazione generale, l’idiozia, l’ignoranza, la scarsa cultura, e soprattutto l’individualismo becero. Non è un problema di forze dell’ordine.
    Detto questo non puoi paragonare le tue-nostre battaglie a quelle del Maghreb, fai loro un torto.

    Aperta tonda.
    Ieri sera a cena mio padre ha detto una cosa che reputo molto interessante e la riporto: “Quando si combatte contro i regimi dittatoriali, quando scendi in piazza, organizzi riunioni clandestine, quando esprimi il tuo parere e ti imprigionano e ti picchiano, e ti torturano, non è il regime a farlo, è tuo padre. Per tuo padre il regime ha avuto un effetto positivo l’ha portato da uno stato di miseria a uno stato che ritiene soddisfacente, a te non basta, tu hai visto e hai letto di meglio, vuoi di meglio e per poterlo avere dovrai lottare contro tuo padre. E’ per questo che sono lotte spietate: i padri lottano contro i figli, li uccidono e non lo capiscono.”Il carabiniere fa il suo mestiere e non lo definirei di merda, lo definisci di merda perché non sai cosa significhi vivere in un luogo ove non ci sono forze dell’ordine, assicuro che è sempre la forza a farla da padrona solo che magari non ha un’uniforme.

    Chiusa.

    • Non sono d’accordo: a- sul fatto di aver detto che il carabiniere è il problema della battaglia, perchè è solo una finta rappresentazione del problema. b- ritengo invece che per ora non si sono visti stati moderni occidentali nella quale l’ordine detto democratico non sia in realtà gestito con l’uso sostanzialmente di parte e arbitrario della forza c- non ho paragonato le battaglie italiane a quelle maghrebine sul piano della forma o dei contenuti, solo ho detto che alla fine quello che conta, ovunque ci si trovi, per sovvertire un ordine sostenuto con le armi sia quello di avere armi migliori oppure convincere quelli che le hanno a non spararti. d- non definisco di merda il mestiere perchè mi danno fastidio le persone armate (anche se mi danno fastidio), lo definisco di merda perchè è stressante, rischioso, e soprattutto perchè comporta l’assunzione di un carico ideologico che trasforma in mestiere qualcosa che non lo è, ma al contempo trasforma in vocazione qualcosa che è un mestiere e- ritengo interessante lo spunto di tuo padre, ma in questo contesto mi pare che i nostri padri siano più annichiliti che soddisfatti…

      • Faty said

        Lo so che ti piacerebbe molto, perché è una cosa molto figa da dire, ma non vivi in un regime dittatoriale, vivi in uno stato democratico, con le sue anomalie ma pur sempre uno stato democratico, il problema non sono le armi dei carabinieri, e il loro consenso, il problema sono le piazze che si riempono sempre della solita gente, che si dà il caso che siano anche la minoranza delle persone che abitano queste paese. Non hai bisogno di farti ammazzare in piazza, puoi presentarti alle elezioni con una tua lista puoi dire quello che pensi e convincere gli altri. La verità triste è che le tue-nostre ragioni non convincono nessuno. Se le tue-nostre ragioni sono così ragionevoli perché non si riesce a convincere gli altri?

  2. Quindi tu sostanzialmente ritieni la stragrande maggioranza della gente stupida/ottusa/in malafede/stronza. Non ritieni che esista la propaganda, il dominio dell’opinione pubblica, lo stato di emergenza, la censura, la par-condicio, i ricatti sul posto di lavoro, il ricatto del lavoro. 58 milioni di italiani liberi di scegliere tra diverse idee hanno scelto Berlusconi. Se è così qualcuno mi spari.

  3. sanalamucca said

    discorso complicato. sulle forze dell’ordine ti inviterei a leggere quello che scrisse pasolini sulla polizia. se non ricordo male, dovresti trovarlo in empirismo eretico.
    in soldoni, ppp diceva che lui durante le contestazioni si metteva dalla parte della polizia perchè erano loro i veri proletari in piazza. Quelli che “dimostravano” a spietrate e bastonate erano studenti, dunque figli di papà che potevano permettersi di non lavorare e studiare e andare in piazza a protestare. insomma: dei finti proletari in realtà piccoli borghesi (borghesi in nuce…pronti poi a dare il cambio ai propri padri).
    Su questo Pasolini mi trova perfettamente d’accordo con lui. Completamente.

    il secondo punto all’odg: non generalizzerei sulla grande maggioranza che finisce in pasto a Mr. B. A parte che non è la maggioranza (sarà, al massimo, un 30% dell’elettorato: il resto se lo pappa la Lega, da quella parte là).
    propaganda e tutto il resto della fiera appartiene ad entrambe le parti politiche. Se c’è una caratteristica che ci contraddistingue, in Italia, è l’incapacità endemica di cambiare opinione. E quindi di non avere dubbi. Siamo una nazione di tifosi di calcio e come tali incapaci di pensare che dall’altra parte qualcuno possa avere ragione. Mai. Nessuno a sinistra potrà mai pensare che Mr. B abbia avuto, in un momento di lucidità, ragione su qualcosa. E nessuno, a destra, potrà mai pensare che a sinistra qualcuno non sia comunistaaaaaaaa.
    Questo ci impedisce, di fatto, di essere una nazione democratica e normale. siamo sempre alla ricerca di qualcuno a cui affidare il nostro pensiero.

    • Sul punto 1-andrei oltre la riflessione di pasolini, perchè lui sposava la causa ma riconosceva che gli studenti non “riconoscevano” la classe operaia e sbagliavano a opporsi ciecamente ai poliziotti in quanto tali. Pero’ qui il sistema delle classi è saltato, e direi per fortuna, e cercherei di pensare alle idee piuttosto che a chi le trauduce: altrimenti cadi nel tifoso di calcio che siccome gli studenti hanno tempo di protestare non possono avere idee migliori dei politici o di chi non ha tempo di pensare.
      2-vorrei fare saltare tutto, destra e sinistra, perchè questa distinzione sistemica è lo strumento del potere per far schierare da una parte o dall’altra il tifoso, senza fargli capire che tiferà comunque per la stessa strada. Questo non è sempre vero storicamente, ma almeno nella seconda repubblica sì.

      • sanalamucca said

        punto 1 – ti sbagli: il sistema delle classi è quantomai di attualità e purtroppo non ci sono idee, o per lo meno, io non vedo idee in circolazione. vedo solo un gran casino, gente che si dimena, che strilla (quando si alza il volume della voce si abbassa quello del pensiero) e che, come dice bene faty, procede per slogan più o meno ben diretti e recitati. gli studenti, ahiloro, hanno idee spesso confuse perchè non hanno mai, o quasi mai, affrontato problemi in prima persona. Quando cominceranno a dover lavorare sul serio per vivere (non parlo dei lavoretti, parlo di alzarsi tutte le mattine alle 6 per andare in fabbrica o uscire di casa alle 20 per andare a lavorare in un bar, in un autogrill, in un cinema o in una pompa di benzina), quando toccherà anche a loro confrontarsi con il mondo reale, e non quello della stessa materia del sogno, allora il meccanismo cambierà abbondantemente anche per loro e magari una spietrata nella vetrina rugherà parecchio i coglioni anche a loro. credi forse che l’orefice a cui hanno bruciato l’insegna durante i moti romani di qualche mese fa sia stato contento? magari glielo chiediamo…

        punto 2 – se fai saltare destra e sinistra il popolo italiano cercherà comunque il leader perchè è fatto così. s

  4. Faty said

    sanalamucca mi ha rubato le parole di bocca uffa… anche se bisogna tenere conto dell’egemonia mediatica, che effettivamente è un’anomalia non di poco conto, la propaganda non è unilaterale. Per niente.

    Non penso che la gente sia stupida, penso piuttosto che non abbia gli strumenti linguistici e culturali per potere capire uno, e due per farsi un’idea propria. Vedo, e io vivo nel paese più di sinistra d’Italia (pd+ rifondazione+ altri 72% o giù di lì), che “la gente” quando parla di “politica” usa parole non sue, concetti non suoi, la sensazione che ho avuto stamani mentre parlavo con un signore era di stare parlando con un automa, mi diceva delle cose di cui non capiva il significato, eppure lui non si è fatto “abbindolare” dalla macchina berlusconiana. E’ così. E’ giusto. Berlusconi merda. Questo è il pensiero. Ha ragione sanalamucca: tifosi, spesso ultrà. Stesso discorsi pari pari per ragazzi ventenni durante le assemblee dei centri sociali e dei collettivi di sinistra: totale assenza di senso critico, capacità di analizzare e di discernere. Che differenza c’è con chi canta menomale che Silvio c’è?

    Il punto è, come facciamo a cambiare questo tipo di atteggiamento, a fare in modo che la gente si metta in discussione, che inizi a pensare davvero, che non abbia bisogno di qualcuno che pensi per lui, se la scelta è quella di manovrare “noi” le masse al posto di berlusconi bossi e compagni? Come facciamo a stimolare il senso critico scegliendo noi qual è la verità e inculcandola agli altri stolti abbindolati dalla censura e la propaganda?
    Stimolare le coscienze al dubbio, a iniziare dalla propria, è una cosa difficilissima, prevede una certa disponibilità al dialogo, quello vero, che (cavolo!) è difficilissimo da trovare, prevede libertà e nessuno (o quasi) la sceglie.
    Penso che dobbiamo cambiare strategia.

    • Ma infatti io non mi riferisco a Berlusconi, lui ha solo un ruolo disvelatore e rappresenta il successo massimo del sistema. Anzi, se non fosse per Berlusconi, la “segretezza” del progetto piduista avrebbe prevalso come logica. Invece così vediamo quasi tutto. E’ trasparente. E ci fa capire quanto sia esattamente l’incapacità (non-educazione) delle persone di elaborare, usare parole, criticare a consentire al tutto di andare avanti indisturbato. Scegliere la libertà è impossibile e forse non vuol dire niente. Tra A e B avere il coraggio di scegliere C è un passo che possiamo provare a fare.
      Pero’ se elaboriamo migliori strategie Fatjona, è un bene per tutti.

  5. Non è molto vero, il sistema delle classi esiste ma non credo possa più essere una categoria attiva nè cognitiva la “coscienza di classe” marxista o neomarxista. Comunque io non ci giurerei che chi si alza alle 6 per andare a lavorare come i miei genitori siano così lucidi per poter criticare la realtà e manifestare il proprio dissenso, perchè vorrebbero avere 5 minuti per vivere anche loro.

    Comunque chiamiamo questo orefice. Sei un giornalista, chiamiamolo.

    • sanalamucca said

      un giornalista io? mi sa che ti confondi con qualcun’altro…ad ogni modo l’orefice possiamo anche provare a contattarlo ma sono sicuro che ti dirà che le stesse cose le si potevano dire in modo più efficace e meno devastante per la città e la sua insegna (vorrei vedere te, se per protestare ti incendiassero il negozio o la macchina o il motorino o qualcosa che è tuo e che ti sei sudato lavorando. davvero davvero, onestamente, saresti disposto a dire: vabbè, chissenefrega? occhio che non è una domanda su cui passare sopra in modo “irragionevole”).

      ad ogni modo: la cosa che hai scritto qui:

      “Comunque io non ci giurerei che chi si alza alle 6 per andare a lavorare come i miei genitori siano così lucidi per poter criticare la realtà e manifestare il proprio dissenso, perchè vorrebbero avere 5 minuti per vivere anche loro”.

      dimostra che non hai seguito il mio ragionamento, che è altro.

      è mia convinzione che si debba parlare di cose che si conoscono. io non mi metto a parlare di cardiochirurgia, di drammaturgia polacca, dell’iconografia vasistica greca o di podologia. e più vado avanti con l’età più mi convinco di essere circondato da gente che fa e dice cose di cui non è al corrente: politici che vedrei bene come stradini, musicisti che potrebbero dedicarsi ad opere in muratura, automobilisti che sarebbero pericolosi anche come pedoni e giornalisti capaci solo di fare copia-incolla e di farli pure male.

      Gli studenti che protestano, a cazzo di cane il più delle volte, lo fanno perchè trascinati dalla massa. hai presente le folle oceaniche dei simpson? ecco…se trovano qualcuno che gli dice beo loro ripetono beo, se trovano qualcuno che dice mao loro dicono mao, etc etc. Non è un caso che in vent’anni di governi (più o meno), dal centrodestra al centrosinistra, non una riforma che sia stata proposta è piaciuta. c’era sempre qualcosa che non andava bene. sempre. è mai possibile?

      questa riforma è stata letta, discussa e capita davvero? siamo sicuri che la massa acritica degli studenti non si sia fatta trascinare dalle parole di baroni che improvvisamente si trovano senza sedia sotto il culo?

      a me fanno molta paura le masse, perchè le masse sono sempre acritiche. perchè nella massa il pensiero si confonde e le forze si disperdono in mille rivoli. e tu mi dirai che la massa è l’unico sistema di governo “anarchico”. io ti dico che la massa, e la sua massificazione, è l’unico sistema che permette l’avvicendamento dei dittatori, perchè qualcuno che si ingegna a guidarla, la massa, salta sempre fuori.

      da qui la necessità di ragionare, di provare sulla propria pelle cosa significhi lavorare, produrre qualcosa (anche non necessariamente di scambio), creare con le proprie mani o il proprio pensiero un bene che con la propria presenza cambi lo stato-delle-cose. tu dici che i tuoi genitori non sono così lucidi? ma come ti permetti? cosa ne sai? quanto tempo passi con i tuoi genitori a parlare? quante volte hai scontrato il tuo pensiero con il loro.

  6. Faty said

    Ho già scritto cosa penso dei movimenti studenteschi. http://duepassiavantieunoindietro.wordpress.com/2011/01/25/ora-e-sempre-resistenza/
    Più che li conosco e frequento e più che ne sono convinta.

    In più in questi giorni sto leggendo Lord Byron, morto in Grecia mentre lottava affianco al popolo greco per la libertà dall’occupazione ottomana. Sto pensando che noi siamo solo degli ipocriti, codardi, che siamo noi i primi ad assecondare questo stutus di cose che tanto non ci va bene, sto pensando che il nostro bisogno di urlare non è altro che un tentativo di fare tacere la voce della nostra coscienza che da dentro ci logora, o forse nemmeno questo, forse ci annoiamo e basta e in fondo fa figo urlare. Se noi fossimo persone per bene a quest’ora eravamo in Bahrein o nello Yemen o in Siria… avrebbero sparato alla folla se ci fossero stati italiani, tedeschi, francesi, inglesi in mezzo a loro? Perché non lo facciamo? Perché siamo dei codardi che non sanno fare altro che ragionare del nulla.

  7. Grande. Ok. Due cose: uno-personalmente faccio fatica a urlare e a fare qualsiasi tipo di cosa con gruppi composti da più di una persona, ma non per questo mi sento di avere una visione enciclopedica e monolitica dei movimenti studenteschi.
    due- proponilo, organizza, vedi se è fattibile, vedi se qualcuno è disposto a farlo (secondo me è un po’ difficile). Pero’ si puo’ provare.

    • Faty said

      Enciclopedica e monolitica dici? può darsi.

      Non ho bisogno di proporlo a qualcuno. So che non lo farei io, sono abbastanza onesta da capirlo e posso lacerarmi da sola nel mio dolore.

  8. Mi ci confronto molto coi miei genitori su questi temi e siamo d’accordo, e comunque leggono il blog quindi diranno la loro opinione personalmente.
    Non tutti gli studenti fanno massa in quanto massa, soprattutto superata una certa età. Nelle proteste contro l’utima riforma c’erano studenti medi, studenti della triennale, studenti della specialistica e soprattutto studenti lavoratori. Ma c’erano anche ricercatori, docenti di ogni tipo, segretari, tecnici di laboratorio ecc. La riforma non l’hanno letta tutti, ma molti l’hanno letta e cercata di capire, su molte cose stiamo ancora discutendo e neanche al ministero capiscono quello che hanno scritto. Ci sono stati dei laboratori appositi per leggerla criticarla e proporne una diversa. Le riforme degli ultimi vent’anni sono comunque tutte largamente criticabili, sostanzialmente perchè riducono la conoscenza a sapere tecnico e acritico in vista del lavoro. I baroni non c’entrano proprio niente e le loro poltrone non le muove certo la Mariamerdaignorante Gelmini.
    Io sono d’accordo sul fatto che la massa apra la strada alla dittatura, infatti, ripeto, la coscienza critica è l’obiettivo. Quello opposto della riforma. Pensa che la Cinzia, e tu sai chi è, per la prima volta in carriera ha scioperato contro la riforma.
    Non puoi sostenere che la gente non deve parlare delle cose che non sa e non cercare di aiutarle a sapere. Altrimenti anche tu vuoi il leader-tecnico-illuminato.
    E comunque per me è interessante sentire l’orefice. Perchè io a roma non ho spaccato niente, perchè non riesco a essere così irrazionale mai, ma evidentemente spaccare tutto è molto più funzionale del girotondo, e ho sentito diversi adulti e pure commercianti sostenere che a un certo punto bisogna spaccare tutto. Così come ho visto camionisti bloccati in autostrada appoggiare il blocco.

  9. sanalamucca said

    temo che tu ti confonda davvero con qualcun’altro, ma vabbè (non conosco questa cinzia di cui tu parli, ad esempio).

    su alcune cose che ho scritto non ci siamo capiti e pazienza ma continuerò sempre a sostenere il fatto che non si possa e non si debba, per onestà verso se stessi soprattutto, parlare di cose che non si conoscono. e, personalmente, se non conosco una cosa l’aiuto lo cerco e non aspetto di sicuro che qualcuno mi venga ad insegnare la sua verità (cercare di aiutarle a sapere è sempre molto ideologico e dogmatico…e io sono da sempre contra dogmaticos, colpa di luciano nanni, ovviamente).
    detto questo: i commercianti che dicono che è giusto sbaraccare tutto non hanno avuto la vetrina sbaraccata, questo te lo assicuro io 😀

    per il resto se potessi postare qui due foto ti farei vedere l’insegna dell’ottico: è facile, basta su google cercare ottico roma piazza del popolo. il negozio è Ottica Spiezia, via del babbuino 199: 063610593. se sei curioso puoi dare un colpo di telefono…(non è uno scherzo, ovviamente)

    • Faty said

      Va bene penso che tu abbia ragione, ognuno faccia bene il proprio mestiere, niente dogmi, ma nel caso concreto pur non essendo io una giurista subisco gli effetti tutti i giorni dell’illuminata riforma Gelmini, non posso esprimermi a riguardo?

      • sanalamucca said

        guarda: ognuno è libero di esprimere il proprio parere su qualsiasi cosa lo riguardi. per conto mio, e parlo esclusivamente per me, non amo parlare di cose che non conosco anche se mi riguardano. faccio un esempio banale: sul funzionamento del motore a scoppio ho una vaga idea, che viene dalle lezioni di tecnica delle medie e dalla patente presa prima degli anni ’90. va da sè che non mi metterò mai a discutere di camere di scoppio pur utilizzando automobili. Così come non parlerò mai di proiettori cinematografici, di pastelli caran d’ache, di politica dei balcani o di immigrazione dal nord africa (tutte cose che, grosso modo, mi toccano ma di cui conosco poco o niente). ho mie opinioni, insomma, su cose che conosco (sull’immigrazione posso avere, al massimo, il desiderio di saperne di più).
        per formazione personale mi trovo più a mio agio con la filosofia, con la gastronomia, con la diegetica, la narratologia e con la letteratura americana…cose di cui mi diletto a parlare con i miei sodali.

  10. ermo said

    La vostra enfasi mi ha stimolato una risposta.
    Ho visto poi che non era una risposta ed era molto meno pratica e diretta delle vostre così l’ho ritenuta fuori luogo.

    A quel punto però mi avrebbe un po’ rattristato non comunicarvelo.

    Saluti 🙂

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