Cosa vuol dire requirente?

10 marzo 2011

Apro gli occhi con una certa fatica, ma la sveglia mi tartassa da cinque minuti e un raggio di luce mi colpisce in pieno il viso come un’icona crepuscolare o come in un film di Hollywood. Devo alzarmi.

Sì, certo, questa giornata rischia di avere poco senso, come molte altre, ma devo darle almeno una possibilità. Il sole brilla come non faceva da mesi, e i miei propositi assieme a lui. Voglio solo essere di buon umore.

Allungo la mano viziata sotto il letto e ci trovo un computer portatile. Di quelle comodità che fingono di farti risparmiare tempo e invece te lo fanno perdere. Ti fanno perdere il ritmo, ti ubriachi e ti porti a letto una versione compatta e retroilluminata del mondo. Un modellino.

Oggi è il 10 marzo, ma come tutti i giorni non particolarmente importanti in quel momento non ne ho idea. Con la testa ancora appoggiata al cuscino e gli occhi stretti apro lo schermo. Guardo la mail, per vedere se il mondo è venuto a cercarmi, o forse l’amore, o almeno un amico o qualcuno che abbia bisogno di qualcosa.

Spedisco le mie suppliche e le mie preghiere e mi butto sotto la doccia. Poi torno al computer, senza pensarci. Con un gesto automatico mi connetto al giornale online.

Oggi è il 10 marzo, e questa giornata avrà un senso. Avrà un segno. Oggi è il fottuto 10 marzo e sarò costretto a pensarci. Quello che mi fa innervosire fino a stimolare le ghiandole lacrimali sotto gli occhi è che la cosa che mi costringe a pensare che giorno è oggi non ha alcuna importanza per la mia vita. Non dovrebbe cambiarmi materialmente la giornata, né l’umore, né il programma, non dovrebbe neanche costringermi a leggere tutto l’articolo, da quanto è scontata e banale.

Requirente.

Silvio Berlusconi oggi farà approvare una legge che conferisce al Capo dello Stato la presidenza del Consiglio superiore della Magistratura requirente.

Ignoro cosa voglia dire requirente, e già vorrei spaccare il giornale perchè dà per scontato che io lo sappia. Pero’ questo modellino di giornale retroilluminato non lo posso spaccare senza peggiorare la mia situazione.

Silvio Berlusconi, due parole che mi fanno vomitare solo a pensarle, è entrato ancora nella mia vita, il giorno 10 marzo. Dopo esserci stato il 9, l’8, il 7, il 6, il 5, il 4, il 3, il 2, l’1 marzo. E tutti i numeri con tutti i mesi accanto negli ultimi diciassette anni.

Oggi ha fatto approvare una legge che conferisce a se stesso tra qualche anno il potere di decidere su se stesso tra qualche anno. E non è questo che mi fa innervosire. Ma è il fatto che siamo così ben piazzati dietro i nostri schermi di megapixel che qualcuno può scrivere una notizia senza dire quello che è ovvio. Che il Capo dello Stato sarà lui. E oggi sarà il 10 marzo, e anche questo giorno sarà ricodato perché non succererà niente.

A me non frega un cazzo di Silvio Berlusconi uomo. E’ Silvio Berlusconi parola che non posso più tollerare.

Per la prima volta ho pensato che davvero dovrà morire ucciso, perché solo così la folla penserà di ricevere giustizia. S’intende, la folla non capirà minimamente che Silvio Berlusconi l’ha voluto, votato e sostenuto giorno per giorno in ogni azione. Sarà un espediente catartico, un capro espiatorio per ricominciare a sbagliare tutto da capo. Ma ho pensato che non farò niente per fare in modo che ciò non avvenga. Se dovessero massacrare berlusconi davanti ai miei occhi e appenderlo a un distributore a testa in giù non collaborerò, certo. Ma credo non farò niente per evitarlo. Scatterò foto.

Perchè sono stanco di svegliarmi la mattina e leggere la parola Berlusconi, stanco di essere trattato come un bambino dell’asilo, perchè anche quando ero all’asilo mi dava fastidio essere trattato da deficiente, figuriamoci adesso.

Sempicemente perché sono ossessionato. Sono caduto nel gioco, nella trappola, nel peccato di ira. O forse solo perchè non conosco il significato della parola requirente.

 

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Una Risposta to “Cosa vuol dire requirente?”

  1. sanalamucca said

    Basta semplicemente pensare due cose:

    – Berlusconi non esiste, è un nulla come tutte le persone che ci governano (prova a pensare ad una cosa che, in questi anni, loro abbiano fatto e che abbia inciso in qualche modo sulla storia del mondo).

    – Berlusconi è un essere umano, come tale dovrà prima o poi confrontarsi con l’unica cosa che appartiene a tutti, ma proprio tutti.

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