Piccola Teoria Fisico-Economica della Assorbenza Personale

14 gennaio 2011

Totò cantava: “Si aviss’ fatt’ a n’ate, chell’ c’a fatt’ a mme, st’omme t’avess’ accise

Sviluppiamo: quest’uomo dice che la cosa che questa donna gli ha fatto è tanto dolorosa che un altro uomo, genericamente inteso, l’avrebbe uccisa. E qui non si deplora nè approva tale gesto, bensì lo si reputa il normale comportamente umano. Quindi: lui l’avrebbe fatto, io no, e non perchè sia giusto o sbagliato, ma perchè io sono fatto diversamente. Me lo terro’ dentro, ci piangero’ in privato e ci scrivero’ una canzone.

Questo mi da il là per fondare la mia Piccola Teoria Fisico-Economica dell’Assorbenza Personale:

Nel mondo le forze fisiche si comportano necessariamente seguendo le loro leggi. Azione, reazione. Se una palla sbatte contro un muro il vettore cambia verso e la palla rimbalza. Le forze umane non fanno molta differenza, se non che più facilmente l’energia invece di disperdersi cresce esponenzialmente (ciò in fisica succede raramente, come nelle reazioni nucleari di fissione – non lo so se è proprio vero ma questa cosa torna utile al mio discorso). A questo scopo esistono delle persone che solo in quanto individualità e soggettività (cioè i gruppi di persone non supportano questa legge) hanno l’ incarico di assorbire le forze. Non perchè siano fighi o migliori, non perchè siano giusti o ragionevoli. Solo perchè loro sono così. Sono i materassi dell’umanità.

Fine.

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