Dove troveremo tutto il pane

12 gennaio 2011

Mi pare che Gusù sia sulle rive di un lago, che poi è sempre lo stesso (ma cambia nome in meniera non etno-centrica a seconda della città dove ci si trova), e arrivino più persone del previsto alla manifestazione, al comizio, o alla predicazione.

Allora uno gli chiede: Jusus, Maestro, ehm, dove troveremo tutto il pane per sfamare tanta gente?

Ecco allora in quel momento nasce la canzone di chiesa: dove troveremo tutto il pane?

Dove troveremo tutto il pane, per sfamare tanta gente, dove troveremo tutto il pane,se non abbiamo niente.

Cosa succede dopo? Allora, nei miei ricordi di scout piccolo mi pare che noi cantassimo: “io so suonare la chitarra, io so rullare uno spinello, io so dire le bestemmie coi rutti (dioxxxxxx detto ruttando), io non so fare niente”

Non so bene come dalla domanda sul cibo si giunga a questa soluzione, ma nei miei ricordi di scout grande tutti questi “io so fare” un po’ inaspettati generano una situazione inaspettata. Tutti questi manifestanti riscoprono di avere dei talenti belli e buoni che possono mettere al servizio degli altri: se siamo uniti contro questa crisi possiamo fare cose incredibili. “Ora siamo tutti qui assieme e ci riscopriamo incredibilmente bravi e competenti, e solidali. Potremmo fare qualsiasi cosa. Dai, mettiamoci d’impegno e costruiamo”.

Allora si dice che tutti questi personaggi abbiano costruito cose clamorosamente belle, tra le quali un prototipo di idrovolante, una centrale termoionica ecocompatibile, un cavallo di Troia fatto di unghie masticate e un forno gigante per cuocere il pane.

Pero’ il problema rimaneva. Mancava la materia prima.

Allora Gesù disse: “ma guardatevi, guardate tutti uniti cosa siete stati in grado di costruire! E’ bellissimo. Non fermatevi a quello che vi dice lo stomaco: non di solo pane vive l’uomo. Ora pero’ dobbiamo mangiare”

Da qui in poi i vangeli si dividono su cosa successe:

Matteo: e disse loro “andate dal fornaio e vedrete”. Allora il fornaio vide quello che essi avevano costruito e barattò cinquanta chili di pane con la centrale termoionica ecocompatibile (ne fece uso privato e non accettando consigli su come usarla, dopo averci ustionato il gatto, la ruppe, per questo a noi non è arrivata)

Marco:  e moltiplicò quattro pani e due pesci. Ma i pesci continuarono poi a moltiplicarsi da soli in preda alla libido e per poco non mangiarono tutta la mollica dei pani scambiandola per esche.

Luca: e li mando’ con i soldi raccolti tramite una veloce colletta dal mugnaio a comprare la farina. Ma la farina era aumentata del 30 per cento. Allora scoppiò una rivolta in tutto il paese. Alcuni manifestanti vennero uccisi. Altri andarono da Gesù e lo presero a schiaffi perchè egli non sapeva moltiplicare il pane (il chè è tra l’altro impossibile) e gli dissero che se non sapeva risolvere problemi pratici poteva tornarsene in cielo a sparare cazzate, che gli uomini hanno bisogno di cibo. Lo vendettero per 30 denari al sinedrio e mangiarono in 4 all’osteria dell’Orsa.

Giovanni, che non è mai canonico: e disse: bene, ora che sapete come si fa potete fare senza di me. E si tuffò nel lago tramutandosi in un’ostia. Ma nessuno capì  un’ostia di quello che egli aveva voluto dire, così prese il largo l’idea di mangiare Gesù stesso, nella sua scarsità. Ripescarono l’ostia e la mangiarono con i due pesci che erano arrivati per cibarsene. Da qui la strana tradizione di mangiare il corpo di Cristo.

Suggerimenti?

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