Ma i criteri di merito chi li decide poi? Berlusconi?

1 dicembre 2010

Francesca stira e lo fa con grazia. Stira e guarda la Tv e non si brucia quasi mai. Negli occhi di suo figlio brilla ammirazione assorta, immotivata. Immotivata per chi guarda come me, da fuori, questa foto. Davide stringe la gonna di Francesca, vuole attirare l’attenzione. Francesca lo guarda dolcemente e gli dice di stare un po’ più lontano perché il ferro brucia. Davide avrà al massimo quattro anni. Vorrebbe stirare. L’ultima volta si è bruciato. A lui non è bastato per togliersi la voglia. A Francesca invece sono bastati l’angoscia, il dubbio di avere sbagliato, la crema per le scottature. Esperimento rimandato alla maggiore età quello di far stirare Davide. Il bambino infila la testa nella gonna a fiori: sente l’odore dei vestiti di sua mamma, il più buono del mondo, sente l’odore che per lui sarà quello degli anni ottanta. Francesca ha una smorfia di difficoltà e accenna un morso coi bianchi denti sul suo labbro inforiore ancora giovane e purpureo: c’è la camicia di Antonio. E lei non sa come stirarla. Nel frattempo Capitol è finito e c’è la pubblicità. Ancora una volta si sente un po’ giovane, un po’ imbranata. Davide si sta spazientendo, non gli piace la pubblicità. Inizia a strattonare la gonna. Francesca si rigira tra le mani le pieghe e il colletto della camicia, si sta innervosendo. Davide diventa molesto, e canticchia un ritornello trascinato e monotono, interrotto solo dalla respirazione che risucchia le “m” di:  mamma – mamma – mammina. Francesca diventa rossa, gli occhi le si assottigliano e le arterie si riempiono di nervosismo. Non è per Davide, lei lo ama profondamente, è per la soluzione. La soluzione che sta cercando e non trova. Come fare? Proprio in quel momento la televisione diventa azzurra, azzurro cielo, e un angelo dal taglio di capelli sicuro e disinvolto le adagia sugli occhi e nelle orecchie proprio quel che stava cercando, la soluzione: eccola. È la grande madre, è una nonna, è il ministro, il Ministro della Piega, è il Capo di Governo di un Paese allineato nell’Asse, l’Asse da stiro. Davide ora capisce che non cattura più l’attenzione di Francesca, e studia ipotesi masochistiche di vendetta, così inizia saltellare insistentemente urlando Mammamammamamhhamammhha e a tirare il cavo del pesante ferro. Francesca non lo ascolta più. Il ministro l’ha rapita. “Mamme, donne, noi riformeremo il modo di stirare, lo cambiermo per sempre”. MAMMAMAHH urla Davide, tirando il cavo. Lo schermo vibra di luce blu e suoni suadenti. Francesca è in estasi. Poi il ferro cade pesante e bollente. “Donne, telespettatrici, con questa riforma promuoveremo il Merito”. Il ferro cade pesante e rovente su Davide, ma non lo colpisce.

La riforma, si sa, colpisce il futuro.

Poi, si capisce, Francesca darà uno schiaffone a Davide serigrafandogli cinque dita rosse in faccia e togliendogli per sempre la voglia di stirare (lo farà fara a sua moglie), ma tutto questo nella foto non c’è.

Noi promuoviamo il Merito

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2 Risposte to “Ma i criteri di merito chi li decide poi? Berlusconi?”

  1. Faty said

    Mi ha lasciato un amaro sorriso il ferro da stiro su Davide.

  2. Francesca said

    Ehehehe, sei un burlone.

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