Silence, Silence

22 settembre 2010

Parla, parla il battagliero, e mena le mani là dove la parola non arriva.
La sua parola viaggia e rimbalza sulle bocche e riecheggia nelle radio.
La parola combatte anche per il battagliero e fa rumore, che poi è frastuono e spesso è musica.
Il battagliero è stanco e balla. La parola a volte rigenera.
Il battagliero è una furia cieca, finchè non vede, mentre la parola è cieca sempre. Ed è una Furia. E’ un essere mitologico che agisce per se stesso. Non conosce bontà o virtù. Solo la fame. La parola mangia, e si nutre di distanze, della distanza che essa stessa genera.
Quanta paura e tristezza negli occhi del battagliero quando si rende conto che tutta la parola che ha usato serviva a colmare le distanze, e che inevitabilmente questa ne ha generate altre: perchè egli non ha saputo agire tacendo.
E ora vorrebbe dire con un alfabeto muto una frase sorda che si dice senza parlare. Nessuno la puo’ scrivere, neache io, perchè incauto genererei distanze che non saprei colmare. Ma io sono solo un uomo, e con le lacrime agli occhi e il senso di colpa che già mi assale vi rivelo cosa mi ha detto il battagliero. Non lo posso tacere. L’abbiamo udito sussurrare:
“Shh. Zitti. Tutti zitti, silenzio. Guardate la Rivoluzione.”

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Una Risposta to “Silence, Silence”

  1. Faty said

    Shhhhhhhhh sottovoce che bella canzone.

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