Questo post è importante, leggetelo.

9 settembre 2010

Si sa che le culture ammettono all’interno dello svolgimento della vita sociale dei momenti definiti “Carnevalesco”, nel quale le regole sono ribaltate e fondamentalmente si dà sfogo alle pusioni represse. Diciamo “pulsioni” ma può essere qualsiasi cosa, a seconda di cosa viene “sacrificato” delle persone per rendere possibile la vita di comunità. Ad esempio le gerarchie possono essere ribaltate per un certo frangente di tempo, le differenze di genere annullate, la sessualità vissuta oltre le normali norme. E poi torna tutto come prima, un po’ diverso e un po’ uguale.
Ora. La nostra sopraffina società borghese, occidentale, illuminista, quel che si vuole,diciamo…il contesto in cui viviamo, ecco, qui troviamo un po’ di problemi rispetto al carnevalesco. È difficile infatti rintracciare dei momenti di carnevalesco effettivamente accettati da tutte le “istituzioni” sociali: c’è qualcosa che vada bene contemporaneamente allo Stato Italiano, alla Chiesa Cattilica, alla Famiglia, agli Amici, ai Sindacati, ai Vicini di Casa?
Se dovessi scrivere il tema “il Carnevalesco nella mia vita” andrei in crisi. Cioè, già ci vado quando ci penso. Ma per fortuna ci sono i libri e ci sono gli esami. E questo è il tema di questo intervento.
Secondo la critica della critica della critica Hegeliana, MarxtrasversalFrancofortese e pure gente che rispetto moltissimo e con la quale vado spesso d’accordo, come Adorno e Horkheimer, noi ci inganniamo. La ragione, la RAGIONE che pretende di capire tutto e spazzar via la superstizione, il mito, la fede, l’irrazionale, e tutte le cose bruttebrutte, in realtà… DADADADAAAANN!!
…è un sistema di dominio, è una struttura di dominio che siccome riesce a racchiudere tutto all’interno di teorie e logiche coerenti, siccome riesce a spiegare tutto, investe tutta la realtà con le propria razionalità. Questo implica che tutti gli aspetti più qualitativi, più concreti, più profondi, inspiegabili, passionali debbano essere tagliati, o peggio “mediati”. Mediare per l’uomo borghese significa riportare entro una spiegazione. Me lo so spiegare.
È un sistema estremamente contraddittorio che pero’ pretende di non esserlo, e ci riesce benissimo. Ci inganniamo.
Per vivere all’interno di questo sistema noi borghesi, chi più chi meno, dobbiamo autodisciplinarci. Il borghese deve essere bravo, deve controllarsi. Alcuni ci riescono di più, altri meno. Inutile dire che meno ci riesci più sei messo ai margini perchè rischi di rovinare il gioco.
Questo autocontrollo fa sì che le passioni più viscerali facciano fatica a essere godute, e si tende all’astrazione, magari all’arte. Il borghese riesce a godere dell’opera d’arte, della scienza, delle cose sopraffine. Più sei bravo a farlo più sei elitario, più sei in alto nella gerarchia del domino.

Cosa succede? – Suggeriscono Adorno e Horkheimer – Succede che Odisseo, per usare una metafora, vuole sentire il canto delle Sirene. Allora tappa le orecchie ai marinai. Poi si fa legare all’albero della nave e ascolta il canto. Ma praticamente rinuncia al vero piacere di farsi trasportare nella follia dionisiaca e orgiastica. Perchè si perderebbe.
Cosa succede? Che nelle orge descritte sa Sade si prova piacere nel sentire le grida degli altri. È una perversione che rende l’orgia l’esatto opposto dei baccanali dei greci. È tutto fuori da sé. Succede come in “Salò” di Pasolini, dove il borghese è inumano, non riesce più a godere, è una perversione che sprofonda sempre di più in un vortice di schifo, di merda.
Succede che guardiamo i filmati su Youporn dove gli altri fanno sesso mentre noi ci facciamo le seghe.

Negli anni 60 e 70 questi discorsi erano in voga e gli Hippies provavano a fuoriuscire dalla logica borghese a modo loro. Ce l’hanno fatta? Non lo so. Di certo il dominio non l’hanno abbattuto. Direi che quello che possiamo fare noi è trovare altri sistemi, provarci a modo nostro se ci va.
Adorno e Horkheimer ci hanno rinunciato, alla fine hanno pensato che solo una specie di evento messianico, un’alluvione da Noè, un 2012 potessero ribaltare tutto. Però loro vedevano impossibile un mondo plurale, cioè quella pluralità che il dominio della ragione non può accettare. Noi quantomeno abbiamo la possibilità di farci venire incontro da altri sistemi culturali, da idee e sensibilità diverse. Anche per questo sono contento di studiare antropologia.

Infatti il tema di questo post è: ma se mi fossi iscritto a una facoltà scientifica, come mi comporterei? Cosa penserei? Sarei più tranquillo e meno complessato, o cercherei ispirazione nel comportamento delle proteine o di un albero motore?

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8 Risposte to “Questo post è importante, leggetelo.”

  1. alessandro said

    sai cosa?
    pur avendo fatto una tesi sul mondo alla rovescia, nel tuo post mi ci sono perso…

  2. Nooooooooooooooooooooo nooooo oo Nuoooooo ooo

  3. alessandro said

    letto con più attenzione e arguzia d’intenti.
    le ipotesi di ragionamento sono parecchie. te ne prendo una spingendoti a scoprire schopenauer. e’ ben vero che la ragione vela, talvolta, la natura stessa delle cose. ma, a mio parere, sono le cose stesse che poi si rivelano a noi sotto una forma che le nasconde.
    come scriveva Merleau-ponty (cito solo per non rubargli l’idea) noi di un viale alberato vediamo gli alberi…limitandoci così (dico io) la visione di quello che sta dietro gli alberi e che ci sfugge e ci appare ad ogni nostro passo. Se ci fermiamo a guardare, la realtà ci nasconde sempre qualcosa dietro di sè proprio perchè ci si mostra.

    dietro ad un rito c’è sempre un mito, e dietro al mito c’è una paura dell’ignoto che cerchiamo di illuminare raccontandoci che “no, nel buio il mostro non c’è”. ma è nel momento stesso in cui illuminiamo il buio che noi mostriamo il mostro, uccidendolo.
    ben inteso: se il mostro è il Materasso Assassino! allora sono cazzi per tutti.

    • La prospettiva critica che sto studiando è parziale, ed è interessata più che altro alla genealogia politica, alla storia. È una prospettiva un po’ marxiana in cui non c’è lotta di classe bensì logica del dominio che pervade la società con uno stratagemma super geniale, cioè mascherandosi da razionalità e ragione.
      Quel che tu dici è molto condivisibile, e riguarda più nello specifico il soggetto. È un bel casino secondo me conciliare la soggettività e il vivere sociale. Comunque. Non perdiamoci. Secondo te è possibile una soluzione? tipo: 1 non avere paura del mostro 2 pensare che non è un mostro ma un simpatico orsacchiotto 3 illuminarlo senza ucciderlo?

      • alessandro said

        1- il mostro, proprio perché si mostra (e nel momento in cui…), deve far paura perché mostra (da qui il nome) la vera faccia dell’alterità. Qui si dovrebbe citare Freud e il suo “unheimlich”. Per farla breve: ciò che ci appare famigliare e non famigliare nello stesso momento. La camera al buio fa paura non perchè contenga in sè perturbanti. E’ perturbante proprio perchè al buio la camera che conosciamo smettiamo di conoscerla. cioè si mostra con un volto diverso da quello che conosciamo. in sostanza, dietro la maschera, in quel momento, percepiamo il terrore. l’oggetto è il medesimo, sono diverse le facce che decide di mostrare…

        2- il mostro è per sua natura tutto e il suo contrario. il mostro è la faccia perturbante del conosciuto. l’orsacchiotto, al buio, è terrificante.

        3- illuminare la faccia tenebrosa (perchè nascosta) delle cose la rende visibile. se diventa troppo visibile, perde la sua sostanza perturbante proprio perchè esce dal buio e diventa così l’immagine nel visibile.

        se è troppo complicato così come l’ho scritto, te ne parlo poi a voce.

  4. alessandro said

    post scriptum:
    tu scrivi che “le culture ammettono all’interno dello svolgimento della vita sociale dei momenti definiti “Carnevalesco”, nel quale le regole sono ribaltate e fondamentalmente si dà sfogo alle pusioni represse”.

    io preferisco immaginare il contrario. cioè che il Re Carnevale accetti, di malagrazia ca va sans dire, che ci sia un mondo ordinato (e ordinario) a cui lui concede di affiancare il proprio mondo alla rovescia. e che ci siano concessi momenti in cui le finestre di questo mondo si spalancano alla nostra vista. ogni qual volta ci concediamo alle arti, al romanticismo (inteso in senso storico e non quella boiata lacrimosa e melensa in cui lo intendiamo oggi), alla tempesta dei sensi, ecco apparire il Re Carnevale con la sua corte ribaltata.

  5. sanalamucca said

    il fantacalcio è una brutta bestia…

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