Ancora ritornano

25 agosto 2010

Come avevo largamente predetto, il mio Bancomat dalla stazione di Rimini si è prodotto in uno sforzo immane per raggiungermi a Castel San Pietro Terme. Lo immagino a fare l’autostop, non so, come il cartone del latte di Coffee and Tv. L’ho potuto riabbracciare solo pochi secondi prima che mi lasciasse per sempre, subendo quasi la stessa sorte del povero latte. Non me l’aspettavo. La scena è stata di una dolcezza rara, come quel ritrovarsi di cui spesso si parla nei racconti. Ho perso il bancomat, l’ho lasciato a Rimini, l’ho abbandonato, non lo ritroverò mai più. Ma signor Liguori, ne è sicuro? Il suo bancomat è qui che la aspetta da quasi un mese. Lo guardi. È lui? Sì. Piccolo, scusa. Poi le forbici gli hanno disegnato un taglio lungo il viso, ma vi assicuro che era come una specie di sorriso.
A volte ritornano. A volte ci mettono dieci anni. Ancora ritornano.
Ieri sera sono stato a vedere il mio gruppo preferito di sempre. Quello che mi ha fatto saltare di più, quello che mi ha sorpreso a piangere di più senza motivo, quello che ha fatto entrare mio padre in camera mia sconvolto dal volume dello stereo e da me in piedi sulla scrivania a suonare una chitarra immaginaria, quello che mi ha fatto prodigare in disegni improbabili, quello per il quale ho comprato la felpa che mi ha reso uomo nel suo indicarmi come ragazzino inutile e perdente e lasciato dalla ragazza amata. La tua ragazza ti ha lasciato, dicevano i miei amici. Oh, quanto era vero, quanto era seccamente, irrimediabilmente, splendidamente vero.
Il gruppo che ha smosso più globuli del mio sangue, e i globuli, si sa, portano l’ossigeno.
Ieri sera è successa una cosa bellissima. Dieci anni dopo, in mezzo a una nuvola di polvere, la stessa forse, ho ritrovato e migliaia di ragazzi e ragazze bagnati di sudore e anneriti dalla terra cantare come disperati e sbattere gli uni contro gli altri. Non è facile da spiegare, ma non è il pogo degli altri concerti, è decisamente diverso, forse perchè è lo spirito che è diverso. È punk-rock, è una questione di ritmo, è una questione di sentimenti. Non c’è il critico d’arte, non c’è il pignolo, non c’è chi si cura del fatto che stanno suonando o cantando male. Quello è un dettaglio.
Si è così tanti e stretti e uniti che ci si butta e si sbatte gli uni contro gli altri con la consapevolezza che si rimbalzerà e per quanto saranno forti le botte non faranno poi così male, come se si sapesse che finchè si è lì in mezzo, con i NoFx che suonano, tutto andrà bene.
Così tanti giovani con le facce pulite sotto lo sporco di un cortile polveroso io non le vedevo da dieci anni.

Annunci

4 Risposte to “Ancora ritornano”

  1. alessandro said

    capisco cosa intendi. a me capitò con i ramones di Adios Amigos. non eravamo nel polverone (era in un palazzetto al chiuso), ma le vibrazioni erano tutte sull’Estremamente Buono.
    one two three go!!!

  2. Wow!! Ma ci pensi che tu hai visto i RAMONES?????

  3. alessandro said

    ci penso eccome… fu un delirio festoso.

  4. Sara said

    anche da me ritornano!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: