Una ricetta

17 agosto 2010

Si prende una torta già fattà
La si butta nel bidone
Poi si butta un bidone.
Quattro uova per terra, quattro ore per pulire.
Un nuovo bidone.
Farina nelle mani e sulla faccia. Zucchero, tantissimo in bocca e un po’ nel bidone.
Uova, rossi d’uovo. E albumi in gola. E uno nel bidone.
La testa nel bidone.
La mano nel bidone.
Il tempo perso non è perso. E si estrae dal bidone.
Mancano alcune cose, ma non è poi tanto vero, e soprattuto non è chiaro quanto.
Si lecca il cioccolato, si mischia con la saliva sulle papille, e sulle pupille volentiri.
Si mette il lievito, perchè è tardi. E si alza il volume. Quanto basta.
Due tacche. Non basta. Altre due. Non basta mai.
Si lascia tutto fuori e il resto si mette in forno. E poi zitti.
Ma zitti, e si ascolta.
Si inforna la torta e la si scorda.
Cresce e zitti.
Quando è troppo grande si prende un altro forno, e si esce e si fa un giro, e si aspetta senza aspettarsi.
Buon appetito.

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