Viendra un jour où?

13 agosto 2010

Apro la pagina del giornale on-line e sovrappensiero mi ritrovo a dire: “No…ancora?”
Poi rinvengo, ma con gli occhi sbarrati e un leggero trasalimento: – ma cosa sto dicendo? – penso – non è che a un certo punto finisca, non finirà.
Sono bastati pochi istanti di smarrimento per riavermi conscio della mia inguaribile ingenuità: ho avuto la percezione che quella brutta notizia di morte fosse solo un’appendice inattesa delle precedenti. Possibile che abbia vissuto fino a oggi con l’idea che ingoiato un altro po’ d’amaro e assorbiti i lividi di un’altra mazzata, col cuore lanciato verso il “dopo”, prima o poi le cattive notizie sarebbero finite?

Ma è troppo facile pensare che la vita sia un’alternanza di polarità, troppo sbrigativo pensare che l’immunità al veleno si maturi assorbendone piccole dosi. Non voglio un vaccino contro il telegiornale, non voglio che sia la vecchiaia.
È troppo da me pensare che un giorno verrà in cui sapremo vivere la vita per quello che è?
Sia chiaro, non che io lo sappia, sennò non scriverei un blog (sorseggerei cocktails scrivendo piuttosto un memoriale), però non si può dire che senza la morte e i dolori la vita sarebbe uguale.
Quello che sto cercando goffamente di proporre è un cambiamento di paradigma del “sensazionale”: in prima pagina ci sta quello che maggiormente ci emoziona, no?

No. In effetti non proprio. Forse ci sta quello che il senso comune vicendevolmente adattato alla storia del giornalismo ritiene debba interessare di più e vendere di più al pubblico cittadino. E questo ritenere ha un valore persuasivo non trascurabile.
Altrimenti i titoli dei giornali suonerebbero un po’ così:

INCREDIBILE ASSOLO DI JIMI HENDRIX; STIAMO ANCORA TREMANDO

TRAMONTO MOZZAFIATO CONVINCE IL PAPA CHE GLI INNAMORATI DEVONO FARE L’AMORE

SI ACCORGE CHE HA LAVORATO COME UNO SCHIAVO PER COMPRARE TUTTO CIO’ CHE VOLEVA, COMPRESO UNO SCHIAVO, MA LO SCHIAVO E’ PIU’ FELICE DI LUI, QUINDI SI AMMAZZA

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2 Risposte to “Viendra un jour où?”

  1. lo schiavo said

    i like it

  2. alessandro said

    dopo aver letto della morte del suo padrone sul giornale, lo schiavo si accorge di essere troppo felice: esce, compra uno schiavo che diventa più felice di lui così si ammazza. lo schiavo, a sua volta, dopo aver letto della morte del suo padrone sul giornale, si accorge di essere troppo felice: esce, compra uno schiavo che diventa più felice di lui così si ammazza. lo schiavo, a sua volta, dopo aver letto della morte del suo padrone sul giornale, si accorge di essere troppo felice: esce, compra uno schiavo che diventa più felice di lui così si ammazza. lo schiavo, a sua volta, dopo aver letto della morte del suo padrone sul giornale, si accorge di essere troppo felice: esce, compra uno schiavo che diventa più felice di lui così si ammazza. lo schiavo, a sua volta, dopo aver letto della morte del suo padrone sul giornale, si accorge di essere troppo felice: esce, compra uno schiavo che diventa più felice di lui così si ammazza. lo schiavo, a sua volta, dopo aver letto della morte del suo padrone sul giornale, si accorge di essere troppo felice: esce, compra uno schiavo che diventa più felice di lui così si ammazza. ad libitum…

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