Con il mio sasso

20 luglio 2010

Mamma vado a Genova, con Francesco.

Dove vai? Ma tu sei pazzo. Ma non pensarci neanche.

Mamma è importante.

Non scherziamo proprio, per favore.

Cazzo mamma ormai ho diciotto anni. Io ci vado.

E invece ho paura, ho paura che mi ammazzino a 18 anni meno un mese. Non ho mai avuto bisogno del permesso di mia madre per andare da qualche parte, mi ha sempre lasciato alla fine fare di testa mia. E la mia testa è scossa dal tremore delle gambe.

Sei una stronza mamma non mi ci hai fatto andare. Sì sarei venuto anche io ma non sono maggiorenne e mia mamma non mi ha fatto venire. Mamma non ti perdonerò mai per non avermi fatto andare a Genova.

Mamma lo sapevo anche io, lo sapevi anche tu, lo sapevano tutte le persone che avevano voglia di pensarci, che sarebbe finita così. Ho avuto paura di andare, e forse non me lo perdonerò mai. Però sono vivo, e un pochino ti ringrazio per aver fatto finta di potermi impedire di andare.

Mi ricordo l’esatto punto della via Emilia in cui mi trovavo quando dalle casse della macchina le onde radio hanno riempito con la notizia le mie vene per non uscire mai più. Bastardi ho pensato. Potevo essere io, ho pensato, con il sangue negli occhi e il cervello a fuoco. Poi ho ripensato, ho visto, ho guardato, ho litigato, ho litigato ancora, mi sono urlato dentro, e le gambe mi tremano ancora ogni volta che ci penso. No, non mi sono calmato, non mi calmerò mai. IO NON MI CALMERO’ MAI.

Scegliete il vostro tatuaggio e fatevelo disegnare dove vi va. Io il mio non l’ho scelto, me l’hanno fatto, ma è sotto la pelle e non si vede.

C’è scritto che sono un codardo, e che cercherò di non morire, ma che se anche dovessi morire così, con un colpo in faccia, non me ne starò a guardare.

Cosa vi posto? Modena? Guccio?

Per chi di voi non ricordasse per motivi anagrafici, non preoccupatevi, non successe niente di particolare. Succede tutti i giorni in tutte le parti del mondo, è solo che in Italia non si vedeva dagli anni settanta una così spudorata e sanguinaria repressione di un movimento di idee. Quando si arriva a fare paura si inizia ad avere paura, e a ragione.

Ma torneremo cari, torneremo. Ve lo giuro.

Grazie a mimuovofacciocose.splinder.com per avermi ricordato che oggi sono 9 anni.

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2 Risposte to “Con il mio sasso”

  1. Faty said

    Bravo, bravissimo.

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