Mi immagino idoli

10 luglio 2010

Nei gli occhi stizziti di Frank Carter faceva capolino la rabbia, la rabbia pura. Grinze sulla faccia rossa di Inghilterra, denti digringnati e cattivi, scoperti da labbra tirate come un elastico che sta per strapparsi.

Respiri profondi e dolorosi che gonfiavano l’inchiostro spalmato sulla carcassa di un uomo trasfigurato in energia potenziale.

Frank è un attore. Frank è paurosamente intelligente. Capace di generare il delirio, capace di capire che per parlare al pubblico in inglese e farsi capire bisogna scandire le parole, capace di mandare tutto e tutti affanculo ma anche di fermarsi e dire qualcosa tipo:

Frank: “We are playing here and we’re so happy being here with you, but today I knew few italian words, like futana and faffanculo, and I only hear words like those coming from you…aren’t you happy? Why don’t you ever say…thank you for coming here and enjoy together”
Pubblico: “vaffanculo, porco xxx”
Frank: “uhm, ok, so…according to Italian sensibility: Fuckyou!!!”

Occhi da pazzo, un nervo che si contorce sul palco, si tira ed esplode.

Ragazzi e ragazze si sfracellano sotto al palco, sacrificano all’adrenalina, si contorgono, urlano, sbraitano, si distruggono, quasi si compenetrano in un ammasso di uomini informe, insensato, strabordante, delirante, che risucchia corpi e li rivomita sottosopra.

E Frank è intelligente, e dice di non farsi male: “Ehi, we’re here to enjoy, so…be careful”; ma poi propone un “wall of death” e un “pit ring” (credo si dica così), che non vi sto a spiegare cos’è ma ci si fa male. Ci si deve far male, ma in maniera rituale, con un senso.

E’ un attore, “no way” che vengo giù anche io, dice. Sa commuoversi quando il pubblico canta all’unisono le parole che lui ha scritto, e sa essere modesto nel dire che pero’ se non sapete il testo di questa canzone ci offrite tutti da bere, percio’ vi consiglio di cantare, e partire con “I fought the law” dei Clash.

“To all the kids and girls here that care punk-rock” dice, e io lo adoro, e quei tatuaggi mostruosi non mi fanno più paura, perchè so che cosa vuole dirmi. L’ho guardato negli occhi tutto il concerto, e ho visto quanta attenzione ha messo in tutto ciò che ha fatto. Un pazzo fuorioso drogato che non era nè pazzo nè drogato, ma solo furioso, come chi sa che le cose non stanno andando come dovrebbero, fuorioso come il punk-rock (che non è esattamente il loro genere).

Furioso come le canzoni dei Gallows.

Frank Carter, come fa a non essere un idolo un piccolo e mingherlino rossiccio lentigginoso ventiquattrenne con un nome così?

e in questo video prende anche le botte

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